HARVEST MAP: ONLINE LA VERSIONE ITALIANA

La piattaforma web Harvest Map, di origine olandese, permette di rintracciare i materiali edili di scarto delle industrie. In altre parole questa piattaforma crea un tracciamento dell’area in cui si trova il progetto che consente loro di individuare materiali, conoscenze e competenze che poi utilizzano nel suo sviluppo. Seguendo questo metodo sono stati in grado di realizzare interi edifici senza trascurare il design, ed è attualmente online in Italia. Il sito Harvestmap.org é diventato subito amato dai sostenitori dell’economia circolare, e è già diventato un punto di riferimento per molti architetti e designers.

È uno dei grandi passi verso la sostenibilità sul nostro territorio.
L’architetto Cesar Peeren di Superuse Studios, nei Paesi Bassi, ha ideato questa piattaforma chiamata Oogstkaart – Harvest Map – che individua e localizza materiali di scarto provenienti da demolizioni.

Stock venduti per metterli a disposizione di vari professionisti come designer, architetti o artigiani. Ultimamente anche in qualsiasi tipo di ristrutturazione viene utilizzato il materiale di risulta. Il riciclaggio e il riutilizzo dei materiali continua a guadagnare spazio e rilevanza nel settore dell’architettura e della costruzione. Questa pratica si è affermata come un’importante alternativa ai metodi di costruzione più tradizionali, offrendo una soluzione più economica e sostenibile se applicata consapevolmente.

Tutto per l’ambiente

L’economia circolare e la sostenibilità sono i due principi base per l’Harvest Map, cercando di attivare nuove filiere della produzione e di connettersi con i progettisti.
La consultazione della mappa è permessa tramite la localizzazione del prodotto, dove vengono mostrati i prodotti disponibili in base alla vicinanza geografica, la selezione del tipo di materiale ricercato, come plastica, vetro, ceramica, cartone, legno, metallo, ecc, fornendo tutte el informazioni necessarie alla profettazione delle dimensioni, delle quantità, frequenza e costo. Quest’ultimo fattore in alcuni casi non incide sul valore del prodotto, dal momento in cui molte aziende rendono disponibili gratuitamente i materiali, ovviando allo smaltimento intelligente degli stessi che, magari, sono rimasti in giacenza per anni presso i loro depositi.

Harvest Map: i punti di vista

  1. Il primo è che la mappa si basa sulla vicinanza geografica del prodotto. In pratica questi punti di vista possono anche essere stimati in base a quanto di più vicine possa essere allintero territorio, facendo parte delle regioni che verranno scelte dallHarvest Map, in modo che non possano esserci precedenti e essere raggiunte da un prodotto che non vi fosse.
  2. Il secondo punto di vista è che la mappa utilizza un modello esterno, che è distribuito da un distributore chiamato Harvest Map Distributor, che è quello che rappresenta il territorio. In pratica, la mappa non è distribuita da distributori, ma da un gruppo di distributori che, a seconda delle proprie esigenze, possono integrare o meno questi punti di vista.
  3. Il terzo punto di vista sono i materiali ricercati. La maggior parte delle aziende ricercano materiali di alta qualità, come i vetri, gli altecci, il vetro, ceramico, ecc. Se scegliate delle aziende che utilizzano materiali di qualità, questi punti di vista possono essere stimati e molto sicuri.

Tutti questi punti di vista sono presenti, in modo che lHarvest Map possa essere scelta in base ai propri gusti. Inoltre, le aziende possono scegliere le loro preferenze, dimensioni e materiali ricercati, perché la mappa consente di avere una visione completa della produzione locale e dei prodotti disponibili in modo da poter fare la propria scelta. Il problema è che il terzo punto di vista può essere sostenibile solo per una parte del territorio.

Ora anche in Italia

casa realizzata con materiali di riciclo harvest map

Ad oggi la piattaforma è attiva nei Paesi Bassi, Austria, Francia, Belgio, Spagna e Cina e adesso è arrivata anche in Italia, la mappa é nata per la iniziativa dell’associazione Giacimenti Urbani e di Cure, con il sostegno dell’Ambasciata Olandese, della Fondazione Aem e il patrocinio dell’ordine degli Architetti di Milano.
Attualmente sono presenti 15 aziende sull’ Harvest Map Italia che mettono a disposizione i prodotti sulla piattaforma di Hervest Map. Dopo di che in Italia gli standard di selezione dei materiali di scarto sono più rigorosi rispetto a quelli degli altri Paesi europei.

Vincolo non da poco è la normativa italiana sugli scarti, che non permette l’utilizzo degli scarti non conformi al decreto 264 del 2 marzo del 2017,  dedicato ai sottoprodotti che definisce che un sottoprodotto debba necessariamente essere il risultato di un processo produttivo, debba essere già in principio destinato a qualcuno, non deve aver subito nessun altro trattamento e il suo utilizzo deve essere legale. Per tanto é  importante per la versione italiana della piattaforma Harvest Map, riuscire ad inserire dei materiali che corrispondano ai requisiti richiesti dalla normativa.

 

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