Pavimenti nuovi a basso costo

Cambio pavimenti: posa dei nuovi sopra quelli vecchi

Se vi proponessero di sostituire i pavimenti ma senza togliere quelli esistenti? Come vi comportereste?

Questa soluzione, se fattibile, permette un importante risparmio sia in termini economici sia in termini di tempistica di cantiere. È certo che prima di poter adottare questa strategia, occorre verificare alcune condizioni.

Innanzitutto cerchiamo di capire quando la sovrapposizione è compatibile, perché lo è quasi sempre…..ma non sempre….

Nel caso di presenza di un sistema di riscaldamento a pavimento, va specificato che tale impianto (che funziona per trasmissione del calore) non diventi inefficiente.  Aumentando lo spessore del pavimento, infatti, il sistema potrebbe impiegare più tempo per scaldare i vari strati e ciò comporterebbe un rallentamento del tempo di riscaldamento del pavimento ed un conseguente calo dell’efficienza energetica. La sovrapposizione, infatti, potrebbe impedire il raggiungimento delle temperature richieste per i locali e gli ambienti.

Ma se lo spessore dei nuovi pavimenti fosse contenuto (gres sottili o laminati vinilici sottili o ancora resine e microcementi o parquet prefiniti non superiori al centimetro) il riscaldamento potrebbe comunque lavorare in modo funzionale per irraggiamento e contatto, senza perdita di efficienza perché il calore passerebbe rapidamente tra lo strato esistente e il nuovo.

E poi occorre domandarsi:

Cambiamo i serramenti? Cambiamo le porte interne?

Se finestre e porte si sostituiscono, il problema di andare in appoggio non si pone perché l’ispessimento viene gestito cambiando lievemente l’imposta dei serramenti interni ed esterni. Se questa, invece, non è la strada scelta, potrebbe essere possibile agire su piccole regolazioni oppure, in caso di porte e finestre in legno, con un piccolo taglio oppure ancora andando in battuta direttamente sugli elementi fissi.

È altresì importante verificare la stabilità del pavimento in essere ma non solo. Bisogna verificarne la planarità, l’eventuale presenza di umidità o di crepe o di altri segnali di fragilità come distaccamenti e bolle d’aria. Laddove si ritenga necessario intervenire con dei consolidamenti, si potrebbero rimuovere alcune vecchie piastrelle scollate oppure si potrebbero adoperare iniezioni di collanti poliuretanici.

Se fatte le necessarie verifiche il risultato giocasse ancora a sfavore, ma sono per lo più ‘casi limite’ (generalmente dovuti a umidità di risalita oppure a cedimenti gravi), occorrerebbe rimuovere il ‘vecchio’ e, con ogni probabilità, agire sui sottofondi. Ma quando, invece, si ha la possibilità di poter mantenere il pavimento esistente, i costi d’intervento si ridurrebbero in modo importante, come già accennato, perché la demolizione e il relativo conferimento in discarica dei materiali di risulta, sono costi che si risparmierebbero. Le tempistiche, inoltre, subirebbero una contrazione e anche questo aspetto può giocare un ruolo importante e decisivo.

Quale sarà il risultato?

E se vi state chiedendo quale sarà il risultato? Ottimo!…non ve ne accorgerete nemmeno!

Certo, anche in questo caso, come non mi stancherò mai di sottolineare, occorre rivolgersi solo a professionisti esperti, con grande esperienza e molta abilità e che adottino le migliori soluzioni e materiali studiati caso per caso. Perché si può incollare praticamente tutto su tutto (o quasi facendo una ristrutturazione) ma bisogna fare attente considerazioni e realizzare adeguate preparazioni dell’esistente perché il risultato sia eccellente.

Legno su legno, legno su grès, grès su grès, legno su marmo, SPC su marmo…

E se vi state chiedendo quali siano i migliori materiali da usare, ecco una breve panoramica.

Il grès è sempre un’ottima scelta e si possono trovare prodotti molto resistenti ma con spessori ridotti anche sotto il mezzo centimetro. Occorre specificare che questo materiale predilige massima planarita’ ma va sempre ascoltato il parere del piastrellista che potrà informarci anche sul formato più adatto da usare.

Esistono poi i pavimenti vinilici, come PVC e SPC che sono estremamente versatili e molto sottili quanto resistenti (ora diventati molto usati anche in ragione delle molte finiture disponibili) oppure i laminati flottanti, piuttosto economici e rapidi da posare.

Il legno, poi, che è sempre un’ottima scelta perché caldo e avvolgente, si trova anche in spessori molto contenuti che vanno da un centimetro a un centimetro e mezzo.

E poi esistono le resine e i microcementi, ultrasottili ma che richiedono una posa molto tecnica.

E tu, di che pavimento sei?

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