C A R I C A M E N T O

GLI SPAZI IN CASA NELL’ ERA DIGITALE

INTERAZIONE TRA LA CASA E IL DIGITALE

CASA

Nel 2017 una coppia di coniugi, giovanile e dinamica si rivolse a me per la  ristrutturazione della  loro casa,in quanto non rispondeva più alle loro esigenze, che da coppia si era trasformata in una famiglia con figli.

Il marito aveva un’attività che gli permetteva di svolgere molta parte del lavoro stando a casa e lamentava che i nuovi assetti familiari gli avevano tolto una zona dove poter lavorare, insomma una postazione ufficio, quella che oggi amiamo chiamare spazio home-office;

Ovviamente tre anni fa non avremmo potuto immaginare come quella modalità operativa, considerata per lo più marginale, sarebbe diventata per molti l’unica, anche se forse per brevi periodi e non per tutti, ma indubbiamente una realtà che avrebbe cambiato le abitudini di tanti.

Il lockdown, ci ha costretto a riflettere sull’ inadeguatezza delle nostre case rispetto alle nuove esigenze emerse con lo smart working, la didattica a distanza e la convivenza forzata.

È necessario ripensare gli spazi interni per garantire flessibilità d’uso, una migliore qualità dell’aria, della luce, nonché la possibilità di pensare alle nostre case e agli arredi in maniera più flessibile in modo da poter essere riconvertibili.

Queste, non sono esigenze inventate, non sono il frutto di turbe mentali di pochi addetti al settore: infatti di recente, la notizia che Twitter consentirà ai suoi dipendenti di lavorare da remoto a tempo indeterminato ha già fatto il giro del mondo.

Non hanno nessuna fretta di tornare in ufficio anche gli altri colossi del digitale come Apple, Google e Facebook, che rientreranno nelle loro sedi non prima del 2021.

E mentre l’Italia riapre progressivamente imprese e attività, una stima de Il Sole 24 Ore indica che tra sei e otto milioni di lavoratori nei prossimi mesi continueranno a lavorare da casa.

In sostanza, chi potrà continuare con lo smart working lo farà.

Se c’è una cosa che abbiamo imparato dalla quarantena è riorganizzare alla svelta gli spazi domestici per improvvisare un ufficio, un tavolo di lavoro, un banco scolastico o più semplicemente un angolo tranquillo per le interminabili videoconferenze.

 

Nei mesi del blocco infatti, sovente mi sono trovata ad affacciarmi al balcone, per ascoltare incuriosita un anomalo silenzio e non di rado mi è capitato di vedere un ragazzo delle casa di fronte, allestire sul proprio balcone una scrivania, dove studiare o semplicemente leggere un libro.

Tutte le mattine, dalla finestra, vedevo un signore lavorare nel salotto di casa, ricurvo sul computer appoggiato sul tavolo, quello stesso tavolo dove li avevo visti cenare tante volte con gli amici.

Sul lungo termine però le soluzioni temporanee nate dall’ emergenza dovranno lasciare spazio a postazioni funzionali ben integrate nello stile della casa; diventeranno strategici tutti quegli arredi multitasking, dall’ assetto variabile, capaci di adattarsi a più contesti e di assolvere diverse funzioni.

La scala-ufficio in casa

Noi, senza saperlo il nostro piccolo contributo verso il cambiamento stavamo iniziando a darlo; infatti uno dei temi di progetto che ci trovammo ad affrontare fu la rivisitazione della scala, un oggetto che, fino ad allora aveva svolto egregiamente la funzione per la quale era stata costruita ovvero di collegare i due piani dell’appartamento.

Ma come abbiamo già anticipato, gli oggetti possono e in alcuni casi dovranno avere più funzioni; quindi, la scala divenne oltre a ciò che era, anche una libreria e una spaziosa scrivania concepita come un’estensione di uno dei gradini.

Una sorta di lingua nera che partendo da terra e srotolandosi lungo il percorso, si trasforma prima in una scrivania e da ultimo nel ripiano della libreria. Questo fu anche un modo per sfruttare in maniera più efficiente lo spazio del sottoscala, che tanto spesso non è altro che ricettacolo di polvere.

 

Arch. Elena Caligara

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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