L’ARCHITETTURA BAROCCA IN ITALIA

L’architettura barocca in Italia e nel resto del mondo

Il Barocco fu un movimento estetico, ideologico e culturale nell’Italia della fine del Cinquecento e dell’inizio del Seicento. Nello specifico, a partire dai primi decenni del XVII secolo, il termine “Barocco” venne ad identificare quella corrente artistica nata a Roma dall’operato di architetti come Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini e Pietro da Cortona che furono i maestri dell’architettura barocca, ma anche dai pittori come il Veronese, il Tintoretto e i Carracci.

L’espressione data alla corrente artistica stava ad indicare in generale l’arte seicentesca, che dal centro italiano si diffuse in tutte le corti europee e inglobò anche altri ambiti culturali.

In un secondo momento, seguendo la lezione di Borromini e le orme dell’architettura barocca, si aggiunse alle memorabili eccellenze barocche anche il modenese Guarino Guarini, l’operato del quale lo vediamo principalmente nella città di Torino.

 

L’operato dei maestri dell’architettura barocca

Le figure principali ad avere rappresentato il barocco cortese furono Bernini e Pietro da Cortona, i quali inventarono uno stile maestoso ed esuberante ma mai scandaloso.

Il successo maggiore lo raggiunsero principalmente nella penisola italiana e lo stile che li distingueva trasmetteva un’aria di grandezza e di dignità.

La Basilica di San Pietro rifinita da Bernini è divenuto l’esempio architettonico più eclatante dell’arte cristiana di quella corrente artistica, poiché solo Bernini riuscì a trovare la migliore soluzione per rendere l’architettura, che avrebbe rappresentato il cuore pulsante della cristianità, degna di tale titolo.

Questo edificio presentava un luogo di culto molto importante, ma la sua facciata era diventata la sfida secolare di numerosi architetti nel corso dei decenni poiché rispetto alla piazza e allo spazio circostante non spiccava abbastanza. Il problema principale era la resa visiva che non rispecchiava assolutamente i valori e l’imponenza che si volevano trasmettere all’epoca.

Solo a partire dal 1667, quando papa Alessandro VII pose a Bernini il compito difficile di dare alla Chiesa di San Pietro il suo ambiente urbano, tante problematiche si risolsero nel modo più grazioso che vediamo ancora oggi.

La facciata principale, innalzata precedentemente da Carlo Maderna, subì alcuni ritocchi come ad esempio, aggiunse una torre alla facciata e collegò quest’ultima in maniera ingegnosa alle braccia dei portici che circondano la piazza principale.

I monconi delle torri furono lasciati, salendo al livello della cornice dei solai, allargando la facciata e distruggendo l’equilibrio della struttura.

Bernini colse l’opportunità di trasformare l’ampliamento svantaggioso della facciata di Maderna in un miglioramento. Aumentare l’altezza della facciata era tecnicamente impossibile, ma Bernini, nel vero spirito del barocco,  riuscì a produrre un’impressione di altezza ingannevole grazie agli effetti visivi divenuti parte dell’espressione dell’architettura barocca.

Inoltre egli aveva livellato uno spazio aperto che racchiudeva con colonnati aperti, migliorando così l’effetto della cupola di Michelangelo. L’architettura barocca oggi è restaurata e la ristrutturazione viene eseguita con cura mantenendo gli elementi originali.

Le caratteristiche dell’architettura barocca

La tensione dinamica è ciò che caratterizza questa corrente artistica e trova ricche soluzioni stilistiche per esprimere la sintassi del barocco.  Si denota l’uso di corpi architettonici curvilinei, la figura bifocale dell’ellisse che permette maggiori soluzioni flessibili. Nelle arti plastiche diventa famosa la colonna tortile. Si usa il frontone rotto, i drappeggi diventano vaporosi e abbondano gli ornamenti in tutte le superfici plastiche.

Quello che in poche parole distingue il barocco, è il senso spiccato di teatralità ed è proprio grazie a questo movimento, che getta le radici anche il teatro moderno. Le opere di tutti i tipi tendono a creare e suscitare stupore nel pubblico che li segue.

Gli inganni prospettici sono alla base di una scenografia ben riuscita e non solo. È di queste percezioni visive che si serve l’architettura alla quale servono molteplici punti fuga per creare l’illusione di spazi più larghi o profondi.

Il seguito di quest’epoca sfocia nel Barocchetto e nel Rococò, che furono la continuazione di un linguaggio stilistico dalle forme ancora più leggere e vaporose, se non addirittura frivole.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.