TETTO VERDE: La manutenzione del tetto verde

TETTO VERDE

Il tetto verde, molto diffuso in Italia come innovazione legata alla bioedilizia, nei paesi scandinavi è un’antica tradizione. Oggi è diventata una tendenza: in linea generale ogni edificio potrebbe essere destinatario di tale soluzione: edifici per uffici, palestre, scuole, edifici commerciali, semplici case private come locali famosi.

Dal momento che ce ne si può avvalere sia quando si tratta di costruire nuovi ambienti, sia in fase di ristrutturazione, questa pratica architettonica è una soluzione contemporanea che si rivela interessante soprattutto nelle zone urbane.

In certi Paesi come Svizzera, Germania e Austria l’interesse per la bioarchitettura è decisamente maggiore che in Italia. In Svizzera, ad esempio nella città di Basilea quasi la metà dei tetti piani è costituita da tetti verdi. Il processo in Italia è ancora lento ma in crescita.

Nel 2012 è entrata in vigore la norma UNI 11235: questa ha per oggetto la regolamentazione dettagliata delle tipologie di giardino, tra cui c’è da annoverare anche il tetto verde.

Il Bonus Verde 2020 consente di detrarre una somma pari al 36% per i lavori di ristrutturazione anche dei tetti verdi, che sono avviati o realizzati nello stesso anno.

Questo tipo di copertura viene promosso anche a livello locale da diverse amministrazioni.

La struttura del tetto verde

Il tetto verde è costituito da sette strati dal basso verso l’alto che vanno da uno strato portante fino al substrato e alle specie vegetali. Lo strato portante può essere anche in legno. Vi è poi uno strato impermeabile e uno antiradici. Entrambi hanno la funzione di dividere l’edificio sottostante dal tetto verde. Inoltre c’è bisogno di drenare l’eccesso di acqua con uno strato apposito. In aggiunta viene utilizzato un substrato meno pesante della terra naturale in grado di contenere l’acqua.

Lo strato superiore, infine, quello delle specie vegetali, presenta delle criticità. Infatti, sebbene molte piante possano crescere sui tetti, è opportuno valutare preventivamente quale sia lo spessore del substrato e le condizioni climatiche.

 

Le tipologie di tetti verdi

In base alla vegetazione si hanno i seguenti tipi di tetti verdi:

  • vegetazione intensiva: è da prendere in considerazione solo nel caso in cui il substrato sia di almeno trenta centimetri;
  • vegetazione estensiva: è la soluzione meno costosa e la più frequente, nonché quella dove l’intervento dell’uomo è minimo.
  • vegetazione semi-estensiva: è la via di mezzo tra le due precedenti. Il substrato deve avere uno spessore di almeno quindici centimetri. Sono adatti sia i piccoli arbusti, che i rampicanti che le piante verdi.

 

Punti di forza dei tetti verdi

  • maggiore longevità dei rivestimenti dei tetti;
  • ottimo isolamento acustico grazie allo spessore del substrato;
  • rispetto a un tetto convenzionale è migliore l’isolamento termico;
  • il rischio di inondazione è ridotto grazie alla presenza del substrato capace di trattenere le acque piovane;
  • la biodiversità in città migliora con la presenza sempre maggiore dei tetti verdi;
  • Grazie al fatto che le piante sono in grado di assorbire anidride carbonica e di apportare ossigeno, la qualità dell’aria ne trae giovamento.

 

La manutenzione del tetto verde

La progettazione di questa tipologia di tetto e la previsione della successiva manutenzione sono affidati a tecnici specializzati.

Per la manutenzione occorre distinguere se si tratta di un giardino pensile oppure di un tetto verde estensivo.

Il secondo non ha quasi mai bisogno di manutenzione, mentre un giardino pensile non può essere trascurato.

Bisogna, infatti concimare varie volte durante l’anno e togliere le erbe infestanti.

 

In conclusione

Questa tipologia di copertura permette un notevole isolamento.

I benefici economici risultano essere molteplici: a partire dalla diminuzione del fabbisogno elettrico per raffrescamento e riscaldamento degli edifici

Architettura moderna

Inoltre c’è la possibilità dell’utilizzo per funzione agricola e una maggiore durata di questa tipologia di copertura rispetto ad una tradizionale.
Questo tetto permette anche la diminuzione dell’effetto urbano dell’isola termica grazie al manto erboso che assorbe l’energia solare.

Costi basi per la realizzazione

Si tratta di una vera e propria alternativa sostenibile ed economica al tetto tradizionale.
Porterebbe benefici su larga scala con la diffusione sempre più numerosa nei nuovi progetti e nelle ristrutturazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.